IL BEAUTY IN ITALIA: LA COMPETITIVITÀ SI GIOCA SU PIATTAFORME INDUSTRIALI, AI E DIGITALIZZAZIONE
Pubblicazione
2026-05-29
IL BEAUTY IN ITALIA: LA COMPETITIVITÀ SI GIOCA SU PIATTAFORME INDUSTRIALI, AI E DIGITALIZZAZIONE
Dall'analisi BIP: il settore accelera su integrazione e innovazione per ridurre complessità e time-to-market: • La filiera cosmetica italiana vale 23,5 miliardi di euro, supera i 10 miliardi nel retail e impiega 440.000 persone • Export al 48% e online in crescita del +21,2%.
BIP, multinazionale di consulenza, presenta l'analisi "La filiera italiana del beauty tra eccellenza e nuove sfide", realizzata dalla divisione Corporate Finance & Strategy in occasione del 10° Pambianco Beauty Summit.
Dall’analisi emerge chiaramente una forte capacità di crescita e resilienza del mercato globale del Beauty (oggi + 400 milioni di euro in crescita di +5% rispetto al 2019). In questo scenario, il segmento make-up sta vivendo una fase di accelerazione significativa, trainata in particolare dai prodotti per viso e labbra. Nonostante la progressiva evoluzione dei canali digitali, l’esperienza fisica resta centrale, con circa il 74% delle vendite ancora realizzate in punti vendita fisici.
In Italia il settore cosmetico continua a crescere superando i 10 miliardi di euro, con fragranze e skincare come categorie protagoniste rispettivamente per crescita e rilevanza in un contesto in cui il consumo pro capite, pari circa 219 euro all’anno, è allineato alla media Europea ed evidenzia la rilevanza strutturale del comparto rispetto al PIL del Paese. L’online registra una crescita significativa (+21,2%), ma rimane ancora distante dalla media globale (15% rispetto al 26% internazionale). I canali Beauty Specialty Retail e le farmacie rappresentano il 56% del mercato nazionale, confermando il ruolo centrale di contesti ad alto contenuto consulenziale.
La filiera cosmetica italiana allargata, con un valore di 23,5 miliardi di euro nel 2024, si conferma un asset strategico per il Paese, grazie a qualità, know-how, forti investimenti in ricerca e sviluppo e flessibilità produttiva. Nel 2025 la sola industria cosmetica raggiunge un valore di 18 miliardi di euro, con una quota export in costante crescita (48% del fatturato dell’industria cosmetica). Il comparto impiega complessivamente circa 440.000 persone lungo tutta la filiera, di cui oltre 63.000 direttamente nell’industria cosmetica.
“Rafforzare integrazione ed efficienza lungo la catena del valore è oggi la principale sfida della filiera beauty, per garantire servizio e rapidità di time-to-market. Il settore è chiamato a evolvere verso modelli operativi sempre più integrati, per migliorare il coordinamento tra brand e produttori e aumentare la capacità di risposta. È quindi prioritario rafforzare la condivisione della pianificazione, chiarire le responsabilità nei processi – in particolare sul packaging – e anticipare le validazioni già nelle fasi di concept e sviluppo prodotto. Centrale la collaborazione tra marketing e R&D e l’adozione di tecnologie digitali integrate nei processi operativi chiave per aumentare efficienza, qualità e velocità di innovazione.”, afferma Simona Dossena, Global Head of Strategy BIP.
Il sistema cosmetico italiano continua ad attrarre investimenti lungo la filiera, confermandosi un polo di primo piano a livello internazionale. L’Europa è oggi l’area principale per le operazioni di M&A nel beauty, con l’Italia in posizione di leadership (8,9% dei deal sugli oltre 400 analizzati e 3,3 miliardi di dollari di valore nel 2025), seguita dall’Asia, dove Giappone, Corea del Sud e Cina stanno guadagnando rilevanza strategica. Circa il 45% delle operazioni in Italia coinvolge tecnologia o sostenibilità, mentre il 42,5% delle operazioni riguarda skincare, fragranze e make-up. Le operazioni sono guidate principalmente dalle corporate (57,5%), con private equity e club deal orientati a strategie più selettive e di integrazione tra brand, industria e distribuzione.
Il settore Beauty è alimentato oggi da consumatori sempre più esigenti, da un’intensa competizione internazionale – in particolare da parte dei player asiatici – e da un quadro regolatorio in continua evoluzione che impatta packaging, materiali e tracciabilità. Tali elementi, insieme alle nuove sfide industriali, tecnologiche e di sostenibilità della filiera cosmetica italiana, stanno accelerando la necessità di trasformazione del settore. In questo contesto l’AI rappresenta un fattore competitivo lungo l’intera filiera se integrata nei processi core, con impatti su controllo qualità, agilità industriale e compliance regolatoria. Il valore, tuttavia, dipende dalla disponibilità di dati di qualità e da un adeguato livello di digitalizzazione, che rappresentano condizioni abilitanti fondamentali per la sua efficacia.
"Nel Beauty, l'AI è una vera e propria scelta di posizionamento lungo tutta la filiera: può amplificare la creatività oppure appiattirla su pattern esistenti. Il rischio, se adottata senza sufficiente controllo nei processi creativi, è quello di accumulare un 'debito creativo': l'insieme delle debolezze che una marca sviluppa nel tempo, spesso senza accorgersene, fino a tradursi in perdita di distintività, autenticità e progressiva omologazione. Un fenomeno da prevenire con attenzione, anche perché il sistema Italia si fonda su qualità ed eccellenza, valori in netto contrasto con qualsiasi forma di standardizzazione.", afferma Giovanni Cara, Fashion & Retail Partner di BIP.
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BIP è una multinazionale di consulenza con oltre 6.500 persone in tutto il mondo. I suoi professionisti offrono servizi di consulenza manageriale e di business integration, guidando le aziende nella ricerca e nell'adozione di soluzioni tecnologiche innovative. La divisione Retail & Consumer Goods segue progetti di trasformazione dell'intera catena del valore Beauty, Fashion, Lusso, Food e Consumer Products. BIP Corporate Finance & Strategy accompagna gli investitori - fondi di Private Equity, di debito, infrastrutturali e di real estate - e le aziende, lungo l’intero percorso delle transazioni e nella creazione di valore.
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