DATA DI PUBBLICAZIONE
May 12, 2025
AUTORI
Marco Bertoli
Simone Parrotta
TOPICS
Industrial ManufacturingClean Industrial Deal: decarbonizzare per aumentare la competitività delle imprese europee
AI and Tech in Beauty: From Molecular Design to Personalization
Data di pubblicazione
September 25, 2025
Autori
Sophie Turner
Liam Kensington
Luca Bellini
Liam Hawthorne
Sophie Caldwell
Topic
AutomotiveMobility and TransportationLe politiche delineate nel patto della Commissione europea mirano a trasformare l’industria dell’UE in un modello globale di sostenibilità e innovazione. Trasformare la decarbonizzazione in un potente motore di crescita e prosperità per le industrie europee: è questo il principio alla base del Clean Industrial Deal (CID), pensato per allineare le imprese europee ai criteri di sostenibilità e rafforzarne ulteriormente la competitività a livello globale. Presentato dalla Commissione europea il 26 febbraio, il piano punta a ridurre le emissioni del 90% entro il 2040, con l’obiettivo finale di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il CID definisce una serie di azioni volte a trasformare questi ambiziosi obiettivi in realtà — dalla riduzione dei prezzi dell’energia alla creazione di posti di lavoro di qualità — tutte pensate per creare le condizioni ideali affinché le imprese possano prosperare.
Contesto e obiettivi
Il cambiamento climatico, la competitività e la dipendenza da materie prime critiche sono tra le principali priorità che l’Unione Europea deve affrontare con urgenza. La decarbonizzazione svolge un ruolo fondamentale in tutti questi ambiti. Le politiche che favoriscono la decarbonizzazione potrebbero rivelarsi decisive per la crescita economica dell’UE, a patto che siano integrate in modo efficace con le strategie industriali, economiche, commerciali e di concorrenza. Per questo motivo, l’UE ha urgente bisogno di un piano operativo che combini un’azione climatica concreta, circolarità e competitività in una strategia universale di crescita.
L’accordo raggiunto nell’ambito del CID introduce misure volte a stimolare tutte le fasi della produzione, con particolare attenzione ai settori ad alta intensità energetica come la siderurgia, la metallurgia e la chimica — industrie che necessitano urgentemente di supporto nei loro processi di decarbonizzazione, passando a fonti energetiche pulite e affrontando allo stesso tempo costi elevati, concorrenza internazionale sleale e quadri normativi complessi. In questo contesto, il settore delle tecnologie pulite sarà centrale per la competitività futura, oltre che essenziale per la trasformazione industriale, la circolarità economica e, in ultima analisi, la decarbonizzazione.
La circolarità, in particolare, è un pilastro del piano della Commissione europea. Essa promuove l’uso ottimale delle risorse limitate dell’UE, puntando a ridurre gli sprechi ed estendere il ciclo di vita dei materiali attraverso riciclo, riutilizzo e produzione sostenibile. Inoltre, l’accordo sottolinea una serie di elementi trasversali fondamentali per un’economia competitiva:
- ridurre gli oneri burocratici;
- sfruttare la scala del mercato unico;
- promuovere l’occupazione di qualità;
- migliorare il coordinamento delle politiche a livello nazionale ed europeo.
Il CID è in linea con la tabella di marcia del Green Deal europeo e ne ribadisce gli obiettivi ambiziosi: una riduzione del 55% delle emissioni nette di gas serra entro il 2030, una riduzione del 90% entro il 2040 e la piena decarbonizzazione dell’economia dell’UE entro il 2050.
Tempistiche e finanziamenti
Il Clean Industrial Deal è un piano di attuazione che rende la decarbonizzazione sia realizzabile sia, soprattutto, redditizia per le imprese europee. L’accordo prevede una serie di misure volte a rafforzare l’intera catena del valore industriale e funge da quadro di riferimento per adattare le azioni ai singoli settori (acciaio, metallurgia, chimica, automotive e tecnologie pulite). Il CID mobiliterà oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita in tutta l’UE. Entro il 2030, si prevede che il mercato europeo delle tecnologie pulite crescerà di 100 miliardi di euro, creando circa 500.000 nuovi posti di lavoro.
Nello specifico, la Commissione europea intende rafforzare l’Innovation Fund e proporre la creazione di una Banca per la Decarbonizzazione Industriale, con l’obiettivo di garantire 100 miliardi di euro di finanziamenti. Una delle massime priorità è l’adozione di un nuovo quadro sugli aiuti di Stato per il Clean Industrial Deal, volto a velocizzare l’approvazione degli aiuti destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili, alla decarbonizzazione industriale e ad assicurare una capacità produttiva sufficiente per le tecnologie pulite. Entro la prossima estate, il Consiglio e il Parlamento europeo dovrebbero approvare un pacchetto di semplificazioni normative per facilitare le procedure relative agli aiuti di Stato.
Tra le altre azioni secondarie, la Commissione europea prevede di lanciare un bando specifico nell’ambito di Horizon Europe per stimolare la ricerca e l’innovazione in questi settori. Inoltre, la Commissione intende modificare il regolamento InvestEU per aumentare la quantità di garanzie finanziarie disponibili a supporto degli investimenti. Questa misura consentirà di mobilitare fino a 50 miliardi di euro per la diffusione delle tecnologie pulite, della mobilità sostenibile e per la riduzione dei rifiuti. Infine, il prossimo bilancio dell’UE includerà un Fondo per la Competitività, progettato per creare capacità di investimento in progetti europei ad alto valore aggiunto, coprendo tutte le fasi del ciclo di investimento (dalla ricerca e innovazione alla crescita, applicazione industriale e produzione), con un focus sulle tecnologie pulite e sulla decarbonizzazione industriale.
Dentro il CID: i sei pilastri
Come sosterrà il Clean Industrial Deal l’industria europea? Ecco i sei pilastri definiti dalla Commissione europea per promuovere crescita e prosperità lungo l’intera catena del valore industriale:
Energia accessibile → La Commissione europea ha adottato un Piano d’Azione per l’Energia Accessibile per accelerare la diffusione dell’energia pulita e dell’elettrificazione; completare il mercato interno dell’energia con interconnessioni fisiche; utilizzare l’energia in modo più efficiente; e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. L’obiettivo è abbassare le bollette energetiche per industrie, imprese e famiglie, favorendo al contempo la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.
Stimolare la domanda di prodotti puliti → L’Industrial Decarbonisation Acceleration Act stimolerà la domanda di prodotti puliti fabbricati nell’UE introducendo criteri di sostenibilità, resilienza e “Made in Europe” nei processi di approvvigionamento pubblico e privato.
Finanziare la transizione pulita → Il CID mobiliterà oltre 100 miliardi di euro per sostenere la produzione pulita nell’UE. La Commissione prevede di:
- adottare un nuovo quadro sugli aiuti di Stato per velocizzare le approvazioni, promuovendo la diffusione delle energie rinnovabili, la decarbonizzazione industriale e una capacità produttiva adeguata per le tecnologie pulite;
- rafforzare l’Innovation Fund e proporre la creazione di una Banca per la Decarbonizzazione Industriale con 100 miliardi di euro di finanziamenti;
- lanciare un bando dedicato nell’ambito di Horizon Europe per stimolare ricerca e innovazione in questi settori;
- modificare il regolamento InvestEU per aumentare le garanzie finanziarie disponibili, puntando a mobilitare fino a 50 miliardi di euro per la diffusione delle tecnologie pulite, della mobilità sostenibile e per la riduzione dei rifiuti.
Circolarità e accesso ai materiali → Le materie prime critiche sono essenziali per l’industria europea. L’UE deve garantire un accesso affidabile a queste risorse e ridurre la dipendenza da fornitori non affidabili. Integrare la circolarità nella strategia di decarbonizzazione è fondamentale per valorizzare al massimo le risorse limitate dell’UE. A tal fine, la Commissione intende:
- istituire un meccanismo che consenta alle imprese europee di aggregare la domanda di materie prime critiche;
- creare un Hub europeo per le materie prime critiche per effettuare acquisti congiunti per conto delle imprese interessate;
- adottare entro il 2026 una Legge sull’Economia Circolare per accelerare la transizione verso la circolarità, garantendo un uso e riutilizzo efficiente dei materiali scarsi, riducendo le dipendenze globali e creando posti di lavoro di alta qualità. L’obiettivo è raggiungere il 24% di materiali circolari entro il 2030.
Azione globale → L’UE ha bisogno di partner globali affidabili. La Commissione prevede di:
- lanciare i primi Clean Trade and Investment Partnerships per diversificare le catene di approvvigionamento e stringere accordi reciprocamente vantaggiosi;
- garantire la sicurezza economica e la resilienza dell’industria europea di fronte alla concorrenza globale e alle incertezze geopolitiche attraverso strumenti di difesa commerciale;
- semplificare e migliorare il Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM), lo strumento progettato per prevenire il carbon leakage (delocalizzazione della produzione verso Paesi con normative ambientali meno rigorose) assegnando un prezzo equo al carbonio delle emissioni generate nella produzione di beni ad alta intensità di carbonio (es. acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti).
Competenze e lavoro di qualità → La forza lavoro dell’UE deve acquisire le competenze necessarie a sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni, in particolare nelle tecnologie pulite, nella digitalizzazione e nell’imprenditorialità. Sarà istituita una Skills Union per investire nei lavoratori, sviluppare competenze e creare posti di lavoro di qualità. Inoltre, Erasmus+ amplierà i suoi programmi di istruzione e formazione per sviluppare una forza lavoro qualificata in grado di adattarsi e colmare le carenze di competenze nei settori chiave, con finanziamenti fino a 90 milioni di euro.
Quadro normativo
Il quadro normativo alla base del Clean Industrial Deal offre forti incentivi alla competitività, garantendo certezza e prevedibilità a imprese e investitori e rassicurando i settori industriali coinvolti sull’impegno dell’Europa a diventare un’economia decarbonizzata entro il 2050. Come evidenziato in questa analisi, la Commissione si impegna ad adottare misure che rendano l’ambiente normativo più snello ed efficiente, semplificando le regole su sostenibilità e investimenti e riducendo al contempo i costi amministrativi e gli oneri burocratici per le imprese.
Le misure adottate nell’ambito del CID derivano dal coinvolgimento attivo dei leader industriali, delle parti sociali e della società civile, e hanno preso forma nel contesto della Dichiarazione di Anversa per un Patto Industriale Europeo e dei Clean Transition Dialogues lanciati dalla Commissione europea all’inizio del 2024. Nelle sue Linee Guida Politiche 2024-2029, la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato il Clean Industrial Deal come una delle sue massime priorità per garantire competitività e prosperità all’interno dell’Unione:
«L’Europa non è solo un continente di innovazione industriale, ma anche di produzione industriale», ha dichiarato. «Tuttavia, la domanda di prodotti puliti è rallentata e alcuni investimenti si sono spostati in altre regioni. Sappiamo che le imprese europee affrontano ancora troppi ostacoli — dai prezzi elevati dell’energia agli oneri normativi eccessivi. Il Clean Industrial Deal mira a rimuovere le barriere che continuano a frenare le aziende europee e a presentare solidi argomenti economici a favore dell’Europa.»
Un recente sondaggio della Commissione europea ha evidenziato che gli Stati membri necessitano di maggiore flessibilità per sostenere la decarbonizzazione. Entro la prossima estate, la Commissione adotterà un nuovo quadro sugli aiuti di Stato nell’ambito del Clean Industrial Deal per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, realizzare la decarbonizzazione industriale e garantire una capacità produttiva sufficiente per le tecnologie pulite. Il nuovo quadro semplificherà le norme sugli aiuti di Stato, mantenendo però condizioni di concorrenza leale.
Impatto socio-economico e applicazioni nel mondo reale
L’adozione di misure concrete nell’ambito del Clean Industrial Deal genererà benefici socio-economici ampi, a partire dalla crescita economica verde e dallo sviluppo sostenibile, in linea con la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Gli investimenti nelle energie rinnovabili, nelle tecnologie verdi e nei metodi di produzione sostenibili non solo creeranno posti di lavoro di qualità e rafforzeranno l’economia europea, ma miglioreranno anche la salute del pianeta e della società che lo abita. La transizione verso un’industria più pulita stimola l’innovazione e crea nuove opportunità economiche. Le aziende che adottano pratiche industriali sostenibili possono beneficiare dell’aumento della domanda di prodotti eco-compatibili, oltre a godere di incentivi fiscali e sussidi governativi. Questo le rende più competitive in vista di regolamentazioni ambientali sempre più stringenti.
Un risultato fondamentale di questa transizione sostenibile è il miglioramento della salute pubblica. La riduzione dell’inquinamento atmosferico e delle emissioni industriali ha effetti diretti sulla salute delle persone, diminuendo l’incidenza di malattie respiratorie e di altre patologie legate all’inquinamento, riducendo al contempo i costi della sanità pubblica. Un ambiente più sano significa meno malattie e comunità più forti.
Inoltre, la resilienza rappresenta un vantaggio chiave. In un’epoca segnata dagli effetti tangibili dei cambiamenti climatici, le aziende che investono nella sostenibilità sono meglio preparate a fronteggiare eventi climatici estremi e scarsità di risorse. Questa resilienza può diventare un fattore decisivo per la loro sostenibilità a lungo termine.
Ma come si traduce tutto ciò in applicazioni concrete per le imprese? Quali settori ne trarranno maggior beneficio? Il Clean Industrial Deal pone un forte accento sull’elettrificazione e sulla produzione di energia pulita, con maggiori incentivi per le aziende attive in settori come l’idrogeno verde, la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS), le batterie avanzate e le reti intelligenti. Più in generale, uno degli obiettivi principali del CID è premiare le aziende che investono in tecnologie più pulite. Le imprese che modernizzano di conseguenza i propri processi produttivi avranno accesso ai finanziamenti per la decarbonizzazione, beneficeranno di trattamenti preferenziali negli appalti pubblici e privati e potranno accedere a nuove opportunità di mercato.
Inoltre, le aziende che sfruttano la digitalizzazione e investono nelle tecnologie verdi — sia per ottimizzare la produzione lungo le proprie catene del valore sia per esplorare nuovi modelli di business — avranno un ruolo chiave nel plasmare la nuova industria europea sostenibile e a basse emissioni, che mette al primo posto la tutela dell’ambiente.