Data pubblicazione
4 giugno, 2024
Autori
Giuseppe Costantino
Topic
Mobility and TransportationMobility Data Space: le sfide della mobilità di domani
AI and Tech in Beauty: From Molecular Design to Personalization
Data di pubblicazione
September 25, 2025
Autori
Sophie Turner
Liam Kensington
Luca Bellini
Liam Hawthorne
Sophie Caldwell
Topic
AutomotiveMobility and TransportationNegli ultimi tempi, nel contesto europeo si è generato un grande entusiasmo attorno al concetto di data space, un ecosistema di dati che prevede uno scambio di informazioni decentralizzato, senza un nodo centrale di intermediazione. Ma soprattutto per l’incredibile potenziale intrinseco rappresentato da questo tipo di ecosistema, che può tradursi in una miriade di benefici in molteplici ambiti, a partire dallo sviluppo di nuovi beni e servizi basati sui dati all’interno dell’Unione Europea. Un paradigma che trova la sua migliore applicazione nella smart city, data la grande varietà di dati che oggi una città intelligente è in grado di produrre a beneficio della comunità. Uno spazio europeo comune in cui la pubblica amministrazione e gli attori privati operano per lo scambio sicuro, efficiente e affidabile di informazioni nei settori più cruciali come, ad esempio, sanità, manifattura, ambiente, finanza, mobilità, energia, agricoltura, sicurezza, turismo e patrimonio culturale. Il passo evolutivo di questo ecosistema trova una delle sue espressioni ideali nell’ambito della mobilità, e dunque nella gestione dell’enorme quantità di dati che viene prodotta in questo settore. Dalle informazioni sul traffico a quelle sui parcheggi, dall’illuminazione urbana ai limiti di velocità, dalle fermate e dagli orari del trasporto pubblico locale alle informazioni sulla micromobilità, solo per citare alcuni dei numerosi esempi concreti.
Cosa sono i data space?
Ma facciamo un passo indietro: di cosa parliamo esattamente quando parliamo di data space? Tra le definizioni più accreditate, affermatesi negli ultimi tempi, troviamo quella della Data Space Business Alliance, secondo cui un data space è “un ecosistema di dati costruito attorno a componenti di base comunemente accettati, che consente una condivisione efficace e affidabile dei dati tra i partecipanti, con l’obiettivo di creare valore”.
Più articolata è invece la definizione della Commissione Europea, che già nel 2021 ha riconosciuto la necessità di accelerare la creazione di spazi comuni dei dati al fine di garantire pari opportunità di accesso e interoperabilità dei dati per gli attori coinvolti (organizzazioni pubbliche, industrie, piccole e grandi imprese, professionisti, istituti di ricerca, cittadini). Uno spazio dei dati – scrive la Commissione Europea – può essere definito come un ecosistema federato di dati basato su politiche e regole condivise. I partecipanti a tali spazi dei dati possono accedere ai dati in modo sicuro, trasparente, affidabile, semplice e unificato. I proprietari dei dati mantengono il controllo su chi può accedervi, per quale finalità e a quali condizioni essi possono essere utilizzati.
I dati in questi ecosistemi vengono messi a disposizione dei partecipanti tramite connettori e possono essere utilizzati gratuitamente oppure a pagamento, comprensivo di remunerazione, a seconda delle decisioni del proprietario del dato.
I benefici di uno spazio europeo dei dati condiviso
Alla luce della definizione di data space e dei suoi elementi costitutivi, è possibile comprendere come la logica alla base di questo concetto punti a democratizzare l’accesso alle informazioni utili per la collettività e per le organizzazioni. Ogni spazio dei dati, infatti, ha una struttura orizzontale e utilizza protocolli standardizzati; in questo modo, tutti gli attori che partecipano a un determinato ecosistema in uno specifico settore parlano un linguaggio universale e aderiscono a un sistema di gestione dei dati pienamente sicuro.
In particolare, secondo un’analisi della Commissione Europea, i principali vantaggi includono:
- un’infrastruttura sicura e conforme alla tutela della privacy per accedere, utilizzare, condividere, elaborare e aggregare i dati;
- un quadro chiaro e operativo per l’accesso e l’utilizzo dei dati in modo equo, trasparente, proporzionato e non discriminatorio, insieme a meccanismi di governance dei dati chiari e affidabili;
- la piena conformità agli стандарт e ai valori europei, in particolare in materia di protezione dei dati, tutela dei consumatori e diritto della concorrenza;
- la possibilità per i titolari del trattamento dei dati di concedere l’accesso o condividere determinati dati personali o non personali sotto il loro stretto controllo;
- i dati messi a disposizione possono essere riutilizzati a fronte di un compenso oppure gratuitamente;
- la partecipazione di un numero aperto di organizzazioni e individui.
Il data space per la mobilità intelligente e sostenibile
Come anticipato all’inizio di questo articolo, il concetto di data space si applica molto bene alla smart city e, in particolare, alla mobilità. I trasporti e la mobilità in generale rappresentano un settore chiave della nostra vita quotidiana, sia dal punto di vista sociale che economico. Basta pensare agli spostamenti per recarsi al lavoro, ai viaggi ordinari per commissioni personali, alle visite a parenti e amici, ai viaggi per turismo o affari. Ma occorre considerare anche il funzionamento delle catene di approvvigionamento dei beni che arrivano sugli scaffali dei negozi delle nostre città, o i processi necessari alla produzione industriale. La libera circolazione di persone e merci è una libertà fondamentale dell’Unione Europea e del suo mercato unico. Secondo un rapporto di Eur Lex, il settore dei trasporti è la seconda voce di spesa per le famiglie europee: rappresenta il 5% del PIL dell’UE e impiega direttamente circa 10 milioni di lavoratori.
Lo Spazio Comune Europeo dei Dati sulla Mobilità (EMDS) mira a facilitare l’accesso, l’aggregazione e la condivisione dei dati (esistenti e futuri) per un trasporto più efficiente, sicuro, sostenibile e resiliente. In una parola: smart. L’obiettivo generale è accelerare la trasformazione digitale del settore dei trasporti europeo e sfruttare appieno i benefici dei dati per la mobilità, per gli operatori del settore e per la società nel suo complesso. La digitalizzazione del settore e un migliore utilizzo dei dati per tutti i mezzi di trasporto – passeggeri e merci – rappresentano fattori chiave per evolvere verso una mobilità più sicura, efficiente e accessibile. Tutti gli attori coinvolti avranno pari opportunità di operare in un contesto ideale, grazie all’armonizzazione delle condizioni di condivisione dei dati, che garantisce l’interoperabilità.
Per fare alcuni esempi pratici, l’utilizzo dello Spazio Comune Europeo dei Dati sulla Mobilità potrebbe rivelarsi cruciale per:
- migliorare l’efficienza del settore logistico a livello europeo;
- implementare sistemi MAAS (Mobility as a Service) con accordi a livello europeo o tra singoli Paesi dell’UE;
- supportare le autorità locali nella definizione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (SUMP);
- attuare il regolamento sull’accesso veicolare urbano (UVAR);
- promuovere il modello multimodale transfrontaliero per passeggeri e merci;
- facilitare l’accesso ai dati sulla mobilità elettrica nell’Unione Europea.
Va inoltre considerato che si creeranno sempre più forti sinergie con altri data space in settori correlati come edilizia, energia, ambiente o sanità, che permetteranno di sfruttare appieno i vantaggi della mobilità elettrica. Pur tenendo presente che i quadri normativi di riferimento sono ancora in continua evoluzione, a livello europeo sono già state avviate diverse iniziative, o sono in fase di progettazione, per supportare la digitalizzazione di tutti i modi di trasporto, facilitando l’accesso e lo scambio dei dati relativi al settore della mobilità.
Alcuni esempi:
Il quadro per lo sviluppo dei Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) supporta servizi interoperabili in ambiti quali la mobilità multimodale, i servizi di informazioni sul traffico e sulla sicurezza in tempo reale. Organizza inoltre l’accesso ai dati di trasporto essenziali tramite i punti di accesso nazionali. L’ultimo aggiornamento sull’argomento è avvenuto a gennaio di quest’anno e ne amplia il campo di applicazione, in particolare ai nuovi servizi di mobilità emergenti, includendo aspetti fondamentali come prenotazioni e biglietteria.
La normativa sull’omologazione dei veicoli – altro esempio – sta progressivamente cercando di definire le condizioni di accesso alle informazioni su riparazione e manutenzione da parte di fornitori terzi.
Un’altra iniziativa dell’UE riguarda il cosiddetto Digital Transport and Logistics Forum (DTLF), composto da un gruppo di esperti della Commissione Europea (attori pubblici e privati), che si concentra sull’identificazione di un quadro comune per la trasformazione digitale del settore dei trasporti e della logistica.
Dal 2021, la Commissione Europea finanzia diversi progetti
L’obiettivo è rendere disponibili e accessibili grandi quantità di dati accurati e affidabili sulla mobilità urbana, in un formato interoperabile per tutti i partecipanti al data space, così da consentire l’analisi dei dati, l’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie cloud. Tutto ciò con l’obiettivo di accelerare la transizione verso una mobilità europea intelligente e sostenibile, migliorando al contempo la sicurezza stradale e ferroviaria, riducendo i costi dei trasporti e ottimizzando la gestione logistica.
Si tratta di programmi che puntano sempre più a sfruttare, ad esempio, sensori intelligenti e reti distribuite per elaborare i dati in tempo reale, permettendo attività quali frenata automatica in prossimità di pedoni, rilevamento della manutenzione dei treni, ottimizzazione logistica, fornitura di servizi di mobilità On Demand e sviluppo di Pianificatori di Viaggio Multimodali, solo per citare alcuni casi d’uso concreti.
Inoltre, una delle iniziative chiave per lo Spazio Europeo dei Dati sulla Mobilità è il progetto PrepDSpace4Mobility, che ha posto le basi tramite una mappatura degli ecosistemi di dati esistenti in Europa, per l’attuale progetto Deploy EMDS, il quale mira a implementare uno spazio dati operativo e meccanismi di governance comuni nel settore della mobilità urbana, facilitando la condivisione decentralizzata, affidabile e sicura dei dati.
Anche Stati membri e attori privati hanno avviato iniziative per facilitare l’accesso e la condivisione dei dati nel settore della mobilità. Oltre al beneficio di creare una vetrina sempre più chiara per tutti gli attori coinvolti, lo Spazio Comune Europeo dei Dati sulla Mobilità trarrà vantaggio da queste iniziative private che partecipano allo stesso data space, concentrandosi sulla promozione dell’interoperabilità e sull’uso di componenti comuni standard. Tra queste iniziative va menzionato il German Mobility Data Space, finanziato dal Ministero tedesco per gli Affari Digitali e i Trasporti (BMDV) e parte dell’iniziativa europea Gaia-X cloud.
Per la sua natura orizzontale, ogni data space avrà un effetto trasformativo su diversi settori dell’economia europea, poiché contiene dati utili per la maggior parte degli ecosistemi industriali. Ci sarà quindi una contaminazione molto interessante, oltre che vantaggiosa, sul mercato europeo dei beni e dei servizi, che si basa sullo scambio di informazioni. I data space saranno interoperabili anche in modo trasversale tra settori, con l’obiettivo di creare una unica economia dei dati dell’Unione Europea. Standard e linguaggi universali semplificheranno e uniformeranno la decodifica dei dati tra tutti gli attori coinvolti, abbattendo così le principali barriere allo scambio di informazioni.